La ballata dell’albero secco dell’Odin Teatret

ImageGen (4)L’albero, l’ultima creazione degli attori dell’Odin Teatret e di Eugenio Barba.

Come dentro a un sogno ansiogeno come un incubo con momenti meravigliosi di abbandono e altri in balia di clown spiritati che dispensano morte odio come signori della guerra delle stragi di bambini soldati con sacrifici umani.

Un albero secco abbandonato da uccelli dispersi nel mondo frantumato ricomposto da due monaci del deserto siriano che pregano e agiscono per farlo rifiorire per far tornare il canto degli uccelli.

Una madre che nasconde un orribile segreto nelle manine bianche stampate sulle guance e in un fagotto che non abbandona mai pancia e peso da portare sulla testa come le donne africane.

La figlia di un poeta che sogna di abbattere il Barone Rosso (e di liberare i cieli per ali lontane).

Spade lorda di sangue innocente.

Canti storie cantastorie di India e di Occidente riti di morte e la speranza che il legno secco rifiorisca come in antiche leggende.

Il nostro mondo come una vibrazione come un terremoto che scuote noi spettatori nel profondo.

Leggete la vera recensione di Massimo Marino giovedì 12 ottobre su www.doppiozero.com.

Qui l’elenco degli straordinari interpreti vecchi e giovani attori dell’Odin presenze dall’Europa dal Sud e dal Nord America dall’India e da Bali

Ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce fino a domenica

La fotografia di Rina Skeel è modificata dal vostro Dk. Dappertutto che ha scritto queste note

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