Short Theatre: vortica, Nazera Belaza, vortica, Sur le fil

Nacera & Dalila Belaza, Cie Nacera Belaza, in Le Temps Scellé / Beirut International Platform of Dance [14-30.IV.2011]Gira gira gira, in luce crepuscolare. Sembra cadere e con un colpo d’anca riprende a ruotare, con uno slancio di braccio, con un appoggio sul piede. Sembra cadere. Vola gira e rigira. Finisce nel buio, Nazera, l’algerina vissuta in Francia, alla ricerca di quel vortice ancestrale.

Un altro corpo di donna gira, come il primo in una morbida veste blu cielo notturno che modella il corpo. Si slancia, si ritrae e gira. In avanti e all’indietro. Gira rigira.

Scompare nel buio e un altro corpo più sottile riprende quel movimento di atomi, di pulviscolo, di pianeti.

Era un quadrato, ora è un fascio, un raggio, una finestra, una lama di sbieco… La luce cambia, sempre sottile. La cercano, la sfuggono. In ansia di ombre. A turno.

Ti senti ruotare con loro. Svuotare. Riempire. Scompare. Emergere. Sognare. Come loro un automa di carne che può cadere, che si deve cercare trovare per provare il silenzio, la sospensione, il canto, la frenesia, la morte, la riemersione.

Girare girare come pulviscolo come atomi come particelle imprevedibili. Dall’asse deviare, dal giro, dal percorso, dalla ruota del destino, dal pensiero.

Sentire le braccia i piedi le mani i polsi le vene. Il pieno. Il vuoto dell’esistenza.

Olympia

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