ALLA PELANDA short theatre

 

HumptyDumpty

Testaccio. Roma. Dopo il Monte dei Cocci, concrezione a forma di collinetta derivante dall’accumulo di pezzi di vecchi orci. La Pelanda è l’ex macello. Ci vado a vedere spettacoli, dove si tenevano in stalla vitelli e buoi, domestici, mansueti, pronti a essere scannati. 

Short Theatre non è domestico. Specie di notte, con il complesso hard rock (o qualche diavolo di tendenza più urlante) di Leo Cabiddu & soci. Prima che cali il sole ti rapisce in stanzini, resi teatri, con spettacoli e danze. Dove si uccidevano gli animali, si prova a squartare quello che siamo o che non vogliamo essere. Stasera (14 settembre) in scena gli impulsi primordiali, corticali, tradotti nei comportamenti, e la fredda logica dell’esplorazione sonora che si fa disegno, aspirando alla sinfonia di suoni  e rumori, al balletto, deliberatamente, fallendo, nel gelo di un corpo fisso come cadavere riscaldato dalla voce cantante, poi urla di sirene e un algido allontanarsi per uscire di scena e ringraziare.

Queste ultime erano due donne, Cristina Kristal Rizzo e Sir Alice, la perfezione del movimento rastremato e proiettato dove si vieta di arrivare, e il rumore di 5-6 megafoni, le trombe, i suoni, che diventano ritmo, pulsazione, gabbia, liberazione della voce infine. A specchio, non danza e non canto, diventano sospensione del tempo e suo scavo, annullamento del presente, incantazione. Germe dell’uovo cosmico, potenza perfetta dell’atto? Si chiamava (Untitled) Humpty Dumpty.

Prima dello spettacolo,  in fondo al corridoio tra due file di stanzini, su un divano rosso Luigi De Angelis, Fanny & Alexander, spiegava la sua urgenza di presente assoluta nel performer, essere, qui e ora (già, ma dove lo troviamo l’ora, col tempo che fugge, come quelli di Radio 3 che quando hanno detto il secondo preciso in cui siamo ci troviamo già nel successivo?). Presenza assoluta, comunque (utopia della presenza assoluta, orrore del destino?). Ma non parlava di questo. Narrava i sistemi che hanno le blatte, comunemente detti scarafaggi o scarrafoni, di avvertire con loro speciali sensori i pericoli e sfuggire ai predatori. Sistemi di trasmissione veloce degli impulsi. Come stanno sperimentando loro, i Fanny, con vari sistemi di eterodirezione ai loro performer. Stasera un esempio: Discorso grigiocon quel campione di  mobilità che è Marco Cavalcoli, attraversato – povero lui – da decine di voci e atteggiamenti dei politici. Un discorso grigio, appunto.

Dottor Dappertutto

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